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28 | 05 | 2015
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GUIDE  TURISTICHE  ABILITATE  IN  MOBILITAZIONE

MANIFESTAZIONE  A  ROMA  MARTEDI'  19  MAGGIO

A  PIAZZA  DEL  POPOLO  ORE  19,00

 

 

FEDERAGIT – CONFESERCENTI - GUIDE TURISTICHE 
ESPRIME FORTISSIMA OPPOSIZIONE PER L’APPROVAZIONE
DELL’ ART. 3 DELLA LEGGE 97 / 2013 
CHE ISTITUISCE LA GUIDA NAZIONALE.
PER CONSENTIRE A GUIDE PROVENIENTI DA ALTRI 27 STATI EUROPEI
,

PRIVE DI QUALIFICAZIONE ACCERTATA SUL NOSTRO PATRIMONIO CULTURALE,
DI
EFFETTUARE VISITE GUIDATE SU TUTTO IL TERRITORIO ITALIANO,

SI DEQUALIFICA DRAMMATICAMENTE LA PROFESSIONE DI GUIDA TURISTICA 

 

 

Le guide turistiche abilitate continuano la mobilitazione.  I motivi della protesta. 16-5-15

1) Il Decreto Ministeriale (D.M.) approvato il 29 gennaio, per i motivi seguenti, è profondamente sbagliato.

2) Gli elenchi dei siti (musei e monumenti storici riservati alle guide specializzate, in base alla Sentenza della Corte di Giustizia Europea del 1991), sono in vigore dal DPR del 1995. Tali elenchi non sono stati istituiti ex-novo dall’art. 3 della Legge 97 / 2013. I nuovi elenchi hanno ridotto gli elenchi precedenti.  Il DPR del 1995 riconosceva che le guide “specializzate” (di cui parla la Sentenza del 1991) sono le guide già abilitate e ciò non è stato contestato dall’Unione Europea. Alle guide abilitate non può essere richiesta alcuna nuova certificazione per i siti che si trovano nell'ambito di abilitazione già conseguita.

3) Protestiamo perché dai nuovi elenchi dei siti (approvati in Conferenza Unificata Stato-Regioni il 25-3-15) sono state escluse le piazze storiche e i monumenti all'aperto, senza che ci sia stata una modifica del diritto europeo al riguardo, facendo perdere alle guide abilitate in Italia più della metà del lavoro nell' illustrazione delle città d'arte. La Sentenza della Corte Europea del 1991 stabiliva che “i musei e monumenti storici richiedono l'intervento di una guida specializzata", non diceva che i complessi monumentali all’aperto non possono essere considerati “monumenti storici”.

4) Il Decreto Ministeriale, per la fase transitoria (art. 8, comma 1) che potrebbe durare due o tre anni, permette a tutte le guide europee, prive di competenza accertata, di esercitare anche nei siti riservati alle guide specializzate, facendo diventare l'Italia dei Beni Culturali "terra di nessuno".

5) Da decenni la libera circolazione delle guide europee è applicata in Italia in base alla Direttiva Europea Professioni (1992/51/CE e poi 2005/36/CE) che regolamenta :

a) il diritto di stabilimento (che prevede il riconoscimento del titolo europeo e prove compensative),

b) la prestazione temporanea (che non prevede la verifica delle competenze).

Il D.M. introduce un nuovo esame per le guide europee che vogliono lavorare stabilmente in Italia, esame che costituisce un doppione rispetto alle procedure già in vigore in base alla Direttiva Europea Professioni, creando confusione normativa.

Le guide turistiche abilitate chiedono:

6) che il Governo rivendichi in Europa la specificità culturale italiana e l’unicità del suo immenso Patrimonio Culturale (il più grande dei 28 paesi dell’Unione Europea); l’Italia è il Paese del mondo cui è stato riconosciuto il maggior numero di Siti Unesco (50);

7) che il Governo contrasti le indebite pressioni delle grandi multinazionali del turismo che vogliono far effettuare tutte le visite guidate dalle persone provenienti dall'estero in accompagnamento dei gruppi; a tal fine vogliono la de-regolamentazione delle visite guidate, privando l’Italia di uno dei suoi beni più preziosi, privandola dei relativi introiti, versamenti fiscali e contributi previdenziali;

8) che il Governo resista alle pressioni dei Tour Operator stranieri in materia di “prestazioni temporanee” delle guide europee, effettuate senza verifica delle competenze, affinché non diventino continuative; che si controlli l’effettiva temporaneità e la corretta applicazione della Direttiva Europea Professioni; che si controllino gli abusi sempre più frequenti e il proliferare di tesserini auto-prodotti ;

9) che il Dipartimento delle Politiche Europee del Governo riconsideri le interpretazioni del diritto europeo (alla base dell’art. 3 della Legge 97 / 2013) che fanno ricadere le guide turistiche sotto la Direttiva "Servizi" (ex Bolkenstein) anziché sotto la Direttiva "Professioni", interpretazione basata su presupposti errati, come è stato riconosciuto da tutti gli schieramenti politici in Parlamento, mediante numerose dichiarazioni, e da autorevoli rappresentanti del Parlamento Europeo;

10) che si approvi in tempi brevi una nuova legge complessiva ed organica sulla professione di guida che riconosca la specifica qualificazione delle guide turistiche,al fine di salvaguardare un corretta illustrazione e valorizzazione del patrimonio culturale italiano e non vada oltre ciò che richiede il diritto europeo.

11) La nostra battaglia è :

per la corretta illustrazione del Patrimonio Culturale italiano come parte della sua tutela,

per la difesa dell'occupazione qualificata delle guide abilitate in Italia,

per interpretazioni del diritto europeo che non danneggino gli interessi dell'Italia.

 

  Sit-in di guide il 6-3-14 di fronte al Ministero dei Beni Culturali e Turismo contro la  Legge 97 / 2013 art. 3:

 "No alla guida nazionale", protestano i Ciceroni di Roma                                                                                          

 Le guide turistiche alla Manifestazione di Rete Imprese Italia a Roma il 18-2-14 :

 

 

Osservazioni sul D.M. riguardante i requisiti necessari per esercitare la professione di guida turistica nei siti di particolare interesse storico, artistico o archeologico (approvato dal Ministro del MiBACT il 29-1-15).

1) Il D.M. è impostato sull’idea che i siti riservati alle guide abilitate siano stati istituiti ex novo dall’art.3, comma 3 della Legge 97 / 2013. In Italia l’attività delle guide turistiche è soggetta al regime dei siti riservati fin dal DPR del 1995 che recepiva la Sentenza della Corte Europea del 1991.

Nel 1996 le Regioni avevano approvato Delibere Regionali con gli elenchi dei siti riservati. Tali elenchi consideravano siti riservati i centri storici Unesco. Nuovi elenchi sono stati compilati che hanno escluso i centri storici (approvati in Conferenza Unificata il 25-3-15). I nuovi elenchi sono quindi molto più ridotti dei precedenti, anche se, nominando i monumenti uno per uno, il numero totale è un po’ più lungo. L’art. 3, comma 3 della Legge 97 / 2013 non ha istituito nulla di nuovo, ha solo richiamato il regime dei siti riservati che già era in vigore.

E’ stato riferito che, per la Commissione Europea, gli esami di abilitazione già effettuati non riguardino i siti riservati. Gli esami di abilitazione effettuati hanno riguardato i siti riservati e molto di più : tutto il patrimonio culturale e paesaggistico presente in un territorio e il contesto in cui tali beni sono stati prodotti.

2) Il D.M. ignora che il Decreto del Presidente della Repubblica del 13-12-1995 (Atto di indirizzo e coordinamento in materia di guide turistiche, che recepisce la Sentenza Europea del 1991) stabilisce che le “guide specializzate” (di cui parla la Sentenza del 1991) sono le guide “abilitate”. Ciò non è stato contestato dall’ UE. Noi chiediamo che ciò venga preso in considerazione.

3) Il D.M. sembra non tenere conto che la libera circolazione delle guide europee è applicata in Italia da decenni, in base la Direttiva Europea Professioni (prima la Direttiva 1992/51/CE, sostituita poi dalla Direttiva 2005/36/CE) :

a) per il diritto di stabilimento; b) per la prestazione temporanea.

Numerose guide europee (ed extra-comunitarie) hanno partecipato alle normali sessioni degli esami di abilitazione ed hanno conseguito l’abilitazione di guida.

Numerose guide europee hanno ottenuto il riconoscimento del titolo di guida, in base al diritto di stabilimento, hanno effettuato le prove compensative (esame o tirocinio). Tali riconoscimenti sono andati avanti anche dopo l’approvazione dell’art. 3 della Legge 97 del 6-8-2013.

Non essendoci più l’obbligo di residenza, alcune guide europee hanno conseguito l’abilitazione di guida italiana, pur continuando a risiedere nel loro paese d’origine.

Il 30 % delle guide abilitate in Italia sono cittadini comunitari (ed anche extra-comunitari).

Numerose guide effettuano la prestazione temporanea, inviano la dichiarazione preventiva e i loro nomi sono pubblicati nell’elenco dei prestatori temporanei sul sito web del MiBACT.

La Sentenza della Corte Europea del 1991 è chiara nello stabilire che la prestazione temporanea può essere effettuata al di fuori dei “musei e monumenti storici”.

Il D.M. fa confusione tra diritto di stabilimento e prestazione temporanea, mentre la Direttiva Europea li distingue chiaramente.

4) Il D.M. azzera la situazione delle abilitazioni già conseguite. Il D.M. sembra considerare le abilitazioni professionali di guida alla stregua di concessioni in scadenza. Per mettere tutti alla pari, tutti devono ri-certificare le competenze. Ma le abilitazioni professionali non sono licenze, non sono “autorizzazioni”, non si possono perdere.

Il D.M. istituisce nuovi esami per i siti specialistici che costituiscono, per le guide europee, un doppione rispetto alle “prove compensative” esistenti in base al diritto di stabilimento, regolamentato dalla Direttiva Professioni.

Il D.M. (all’art. 8, comma 8) fa salve le disposizioni relative al diritto di stabilimento. Per le guide europee si viene pertanto a creare un secondo canale che è equivalente a quello esistente, creando confusione normativa. Il calale esistente applica una Direttiva Europea e non può essere quindi abolito da questo nuovo esame, i cui fondamenti normativi non sono chiari.

5) Per nessun’altra professione e in nessun altro paese europeo, è stato richiesto di ri-certificare le abilitazioni professionali già conseguite.

La Commissione Europea ha preteso che le abilitazioni provinciali e/o regionali diventassero nazionali, senza accertamento delle qualificazioni attribuite per legge, quando nessuna guida in Italia può possedere simili competenze. Ma le abilitazioni già certificate di chi esercita da anni non vengono riconosciute.

Il D.M. non indica come si diventa guida per chi non lo è. Il caos normativo, in cui il comparto è stato gettato da due anni, con l’art. 3 della Legge 97 / 2013, non viene risolto, ogni Regione e Provincia si sta regolando in una maniera diversa. Nella Provincia di Prato, si fa un esame sul patrimonio della Provincia (non molto esteso), al termine del quale si ottiene un’abilitazione di guida nazionale. Nella Regione Sicilia, si fa un esame che valuta la conoscenza di tutto il patrimonio nazionale. Alcune Regioni, non sapendo quale tipo di esame fare, li hanno bloccati. Si sta determinando una corsa a prendere l’abilitazione di una Provincia con pochi Beni Culturali e quindi con esami facili, per poter utilizzare il tesserino in Province dove l’esame è molto più impegnativo e richiede anni di studio.

Lamentiamo che non sia stato approvato l’emendamento proposto dal Ministro Franceschini che prevedeva la sospensione dell’art. 3 della Legge 7 / 2013, fino all’approvazione della Legge di riordino della professione di guida, come aveva deliberato la Commissione X della Camera con la Risoluzione 8-00052 (del 7-4-14). Era la cosa più razionale e corretta da fare.

6) Il D.M. prevede che i nuovi esami riguardino tutti i siti inclusi negli elenchi delle Regioni. Nelle 7 Regioni in cui le abilitazioni sono regionali, non ci sono seri problemi. Ma per le altre Regioni in cui le abilitazioni sono provinciali, il D.M. non indica con quali procedure le guide provinciali diventino guide specializzate per i siti della Regione. Alle Regioni è lasciata ampia discrezionalità, determinando possibili grandi differenze di interpretazione, mentre la Corte Costituzionale ha deliberato che la materia “professioni” è statale.

Lamentiamo che non sia stata presa in considerazione la proposta di Federagit, per le guide già abilitate, di permettere : a) di estendere l’abilitazione ai siti delle altre Province, mediante verifica delle competenze;

b) di non estendere l’abilitazione (come era scritto già nella Lg della Reg. Sicilia n° 8 del 3-5-2004).

7) Del tutto inaccettabile nel D.M. l’art. 8 (Norme transitorie. Comma 1) : Fino all’esito di tali esami, tutte le guide turistiche possono esercitare la propria professione nei siti di cui al predetto allegato A”. Le Regioni impiegheranno due o tre anni a ricertificare le competenze di migliaia di guide. In tale periodo l’Italia diventa terra di nessuno. Tale comma deve essere eliminato.

8) Elenco dei siti specialistici (approvato in Conferenza Unificata il 25-3-15) : le guide protestano per la decisione di escludere dagli elenchi le piazze storiche che potevano essere lasciate come “complessi monumentali”. Questa esclusione fa perdere alle guide abilitate più della metà del lavoro, che consiste per lo più in passeggiate nei centri storici.

La Sentenza della Corte di Giustizia Europea del 26-2-1991 (Causa C-180/89) stabilisce che: "i musei e i monumenti storici richiedono l'intervento di una guida specializzata". Non parla di interni o esterni.

Da dove deriva il criterio secondo il quale non possono essere compresi spazi esterni e complessi monumentali quali alcune piazze (tra le più importanti d’Italia) ? In quale parte del diritto europeo è scritto che il criterio sarebbe quello dell’ “accesso controllato al pubblico”?

Certe interpretazioni corrispondono agli interessi dei grandi Tour Operator stranieri.

Nel corso dell’incontro del 11 febbraio al MiBACT , avevamo presentato copie di una lettera del Ministero dei Beni Culturali, datata 11-1-2005 (prot. UDL 388), che respingeva le indebite pressioni della Commissione Europea, a riprova che il criterio dell’ “accesso controllato” non è nel diritto europeo. Scriveva il MiBAC :

“Se di valorizzazione di beni culturali si tratta, le definizioni generali e l’individuazione stessa dei siti non possono che essere in armonia con quanto stabilito dalla specifica normativa di tutela. In particolare, il Codice dei beni culturali n. 42 del 2004 definisce i complessi monumentali come ‘un insieme formato da una pluralità di fabbricati edificati anche in epoche diverse, che con il tempo hanno acquisito, come insieme, una autonoma rilevanza artistica, storica o etnoantropologica’.

A fronte di tali definizioni, desta non poche perplessità l’indicazione, formulata dalla Commissione Europea, di considerare meritevoli di tale regime eccezionale, i soli luoghi chiusi. Del tutto fuorviante ai fini dell’individuazione della valenza culturale di un sito, risulta la distinzione tra luoghi chiusi e luoghi all’aperto … Tale differenziazione, estranea al linguaggio della normativa nazionale di tutela, risulta inoltre disconosciuta anche nelle definizioni di monumento su cui sono basate le convenzioni internazionali sul patrimonio culturale …”

Ma di tale presa di posizione di un Governo precedente non è stato tenuto conto.

L’elenco di Roma è stato accorciato dal MiBACT in maniera unilaterale e scandalosa : i Fori Imperiali (il Foro di Giulio Cesare, di Augusto, di Traiano, la Colonna Traiana, il Foro di Nerva, il Foro della Pace, il Foro Boario con i due templi di Portunus ed Ercole …), le piazze principali (Piazza di Spagna, Piazza Navona, Piazza del Campidoglio, Piazza del Popolo …), le Fontane della Barcaccia, del Tritone di Bernini, i ponti di epoca romana, il Ponte S. Angelo con gli Angeli di Bernini, gli obelischi egizi, le Mura Aureliane, gli acquedotti romani, Chiese di Bernini (S. Andrea al Quirinale), di Borromini (S. Carlino), Chiese con opere di Bernini (S. Maria della Vittoria), di Caravaggio e Raffaello (S. Agostino) … non sono “monumenti storici” !! Anche l’elenco di Firenze è gravemente carente.

Gli elenchi approvati comportano una grave perdita di lavoro per le città d’arte maggiormente incluse nei tour internazionali. Negli elenchi possono essere inclusi anche 2.000 siti dove forse una guida effettua una visita una volta l’anno, ma se i siti, dove mille guide effettuano visite tutti i giorni, non ci sono, il favore fatto ai grandi Tour Operator è enorme. Chiediamo una modifica degli elenchi che recepisca i pareri dei diretti interessati.

9) In Europa, vige il principio di sussidiarietà in materia di Professioni e di Beni Culturali; non spetta alla Commissione Europea, bensì allo Stato Membro, disciplinare l'accesso e l'esercizio della professione.

Non si capisce a quale titolo, la Commissione Europea si permetta ingerenze così pressanti sul modo in cui l’Italia regolamenta la professione di guida.

10) Le guide protestano contro le interpretazioni del diritto europeo che vengono dal Dipartimento delle Politiche Europee e che danneggiano gravemente gli interessi italiani.

Nella lettera indirizzata dal MiBACT alle Regioni del 25-2-15 è scritto : “contatti informali con la Commissione Europea hanno evidenziato la necessità di …”.

Nel corso dell’incontro al Dipartimento delle Politiche Europee il 11-9-14, è stato affermato che quella della guida è una professione “trans-frontaliera e che in Europa non si fa la differenza tra la guida e l’accompagnatore (!!).

Quella che è trans-frontaliera è la professione di accompagnatore, non quella di guida.

La Commissione Europea distingue le due professioni; (nella Relazione al Consiglio e al Parlamento Europeo) ha scritto: “La Commissione ha potuto constatare che all’origine dei problemi di libera circolazione vi è, il più delle volte, la confusione tra due professioni diverse ma complementari: le guide turistiche e gli accompagnatori. Questo profilo (degli Accompagnatori) non deve essere confuso con quello della Guida. La volontà di certe Associazioni di avere accesso ad una professione diversa rappresenta una questione che, evidentemente, va oltre le garanzie previste dall’attuale ordinamento comunitario in vigore” (Bruxelles, 3-2-2000 COM 2000-17, § 273, 275, 281).

Possiamo fornire numerosi altri documenti in cui la Commissione Europea distingue bene le due professioni.

11) Nel Comunicato del MiBACT del 12-3-15 è scritto :“in base alle regole europee, come gli stranieri possono venire a esercitare la professione in Italia, così gli italiani possono esercitare la loro professione all'estero”.

La qualificazione professionale che noi guide abbiamo conseguito in anni di studio non è utilizzabile se andiamo in altri paesi europei. Il territorio non è solo il luogo dove lavoriamo; la sua conoscenza è il contenuto della nostra competenza specifica.

Non si tiene conto del fatto che, se si accompagna un gruppo all’estero, non si stanno svolgendo le mansioni della guida che, per definizione, è stanziale e specializzata su un patrimonio limitato, ma si stanno svolgendo le mansioni dell’accompagnatore che è una figura viaggiante, senza limiti territoriali.

Se si continua a ritenere che l’accompagnatore (tour manager) sia una guida (tourist guide), si sta facendo l’interesse dei grandi Tour Operator, organizzati nell’ETOA, che vogliono far fare tutte le visite guidate in Italia ai loro accompagnatori in provenienza dall’estero e privi di competenze accertate. Sono i Tour Operator che vogliono confondere le due professioni. A tal fine rilasciano tesserini ingannevoli di “tour guides” agli accompagnatori. Cf. su sito Etoa : http://www.etoa.org/tour-guide-id-card

12) L’On. Sandro Gozi, quando è stata approvata la Legge 97/2013 ed era Deputato, aveva firmato l’OdG n° 9/1327/8 il 31-7-13, che era molto ben scritto e dichiarava che le guide non ricadono sotto la Direttiva Servizi. Poi le cose sono andate diversamente.

Le guide protestano perché si continua a far ricadere le guide sotto la Direttiva Servizi (2006/123/CE).

Che quella di guida sia una "professione" lo ha dichiarato più volte la Corte Costituzionale con varie Sentenze (n° 222 / 2008 richiamata da altre).

La stessa Direttiva Servizi 2006/123/CE stabilisce che, per le professioni, la Direttiva Professioni 2005/36/CE è prevalente (art. 3 comma 1). Nel Considerando n° 31 della Direttiva 2006/123/CE, è chiaramente affermato che la Direttiva 2006/123/CE riguarda questioni diverse da quelle relative alle qualifiche professionali (riguarda: assicurazione, attività multidisciplinari, semplificazione amministrativa) e, per quanto concerne la libera prestazione di servizi, quanto stabilito nella Direttiva 2005/36/CE resta impregiudicato.

Nel Considerando n° 33 della Direttiva (2006/123/CE), è scritto che la Direttiva riguarda anche le guide turistiche. L’Associazione Nazionale Guide Turistiche (ANGT) allora ha posto il quesito alla Commissione Europea e questa, tramite la Direzione Generale del Mercato Interno (DG IMCO) ha inviato una risposta scritta (28-2-07 0823 MARKT/E/1/MTF/sam D (2007) 2597) in cui ribadisce quanto è scritto nel Considerando n° 31 sopra citato.

13) Le mobilitazioni delle guide vogliono portare l’attenzione sul fatto che le prestazioni temporanee delle guide europee, senza verifica delle competenze, nei fatti, stanno diventando sempre più continuative. Le guide protestano per le pressioni indebite da parte della Commissione Europea a far diventare continuative le prestazioni temporanee. Sono le guide europee a poterne usufruire, non gli accompagnatori turistici (Reiseleiter : tour leader/ tour manager) !

La Sentenza Gebhardt (Causa C-55/94 del 30- 11- 1995) ribadisce quanto scritto nel Trattato : “Il carattere temporaneo della prestazione di servizi deve essere valutato tenendo conto della durata, della frequenza, della periodicità e della continuità della prestazione stessa”.

Perché non possono essere controllate tali caratteristiche?

Per i motivi sopra elencati riteniamo che il D.M. sui requisiti sia profondamente sbagliato, chiediamo di ritirarlo e di mettere in campo la legge di riordino della professione di guida.

Per quanto riguarda gli elenchi dei siti (che dovevano essere approvati entro ottobre 2013), chiediamo di recepire le osservazioni delle guide e di approvare il Decreto con l’elenco dei siti modificato, in ottemperanza all’art. 3, comma 3 della Lg 97 / 2013.

 

Manifestazione a Firenze il 9-12-10 contro l'istituzione della guida nazionale :

          

 

 Documento di FEDERAGIT Guide Turistiche (16-5-15) sulla Legge n° 97 del 6-8-13 art. 3. 

Le organizzazioni rappresentative delle guide turistiche abilitate in Italia continuano a protestare vivamente per l'approvazione da parte del Parlamento dell’art. 3 della Legge 97 /1913 che istituisce la guida nazionale. Per permettere a guide europee, prive di qualificazione specifica, di effettuare visite guidate su tutto il territorio italiano, si dequalifica drammaticamente la professione di guida turistica e l'illustrazione dei Beni Culturali nel nostro paese. L’impatto di tale legge sull’occupazione di 25.000 guide abilitate in Italia sarà devastante, si va incontro ad una inaccettabile perdita di PIL per l’economia nazionale, di entrate fiscali e previdenziali.

Testo dell'articolo approvato: LEGGE n. 97 del 6- 8- 13 : Disposizioni per l'adempimento degli obblighi derivanti dall'appartenenza dell'Italia all'Unione europea - Legge Europea 2013.

Art. 3 : Disposizioni relative alla libera prestazione e all’esercizio stabile dell’attività di guida turistica da parte di cittadini dell’Unione europea - Caso Eu Pilot 4277/12/Mark.

1. L’abilitazione alla professione di guida turistica è valida su tutto il territorio nazionale. Ai fini dell’esercizio stabile in Italia dell’attività di guida turistica, il riconoscimento ai sensi del decreto legislativo 9 novembre 2007, n. 206, della qualifica professionale conseguita da un cittadino dell’Unione europea in un altro Stato membro ha efficacia su tutto il territorio nazionale.

2. Fermo restando quanto previsto dal decreto legislativo 9 novembre 2007, n. 206, i cittadini dell’Unione europea abilitati allo svolgimento dell’attività di guida turistica nell’ambito dell’ordinamento giuridico di un altro Stato membro operano in regime di libera prestazione dei servizi senza necessità di alcuna autorizzazione né abilitazione, sia essa generale o specifica.

3. Con decreto del Ministro per i beni e le attività culturali, sentita la Conferenza unificata, da adottarsi entro novanta giorni dall'entrata in vigore della presente legge, sono individuati i siti di particolare interesse storico, artistico o archeologico per i quali occorre una specifica abilitazione.

Tale articolo di legge si basa su un Caso “Eu Pilot”, su una comunicazione precedente all’avvio di una procedura di infrazione, non su una procedura di infrazione. Il Governo precedente (Ministro Moavero Milanesi) avrebbe dovuto rispondere alla Commissione Europea, ma non l’ha fatto.

Il Caso EU Pilot in questione (4277/12/ MARK) ha indebitamente applicato alle guide turistiche la Direttiva Servizi 2006/123/CE (ex Bolkenstein), mentre è stato accertato che le professioni e quindi le guide turistiche ricadono sotto la Direttiva 2005/36/CE sulle qualifiche professionali.

La stessa Direttiva 2006/123/CE stabilisce che, per le professioni, la Direttiva 2005/36/CE è prevalente (art. 3 comma 1). Nel Considerando n° 31 della Direttiva 2006/123/CE, è chiaramente affermato che la Direttiva 2006/123/CE riguarda questioni diverse da quelle relative alle qualifiche professionali (riguarda: assicurazione, attività multidisciplinari, semplificazione amministrativa) e, per quanto concerne la libera prestazione di servizi, quanto stabilito nella Direttiva 2005/36/CE resta impregiudicato.

Nel Considerando n° 33, è scritto che la Direttiva (2006/123/CE) riguarda anche i servizi delle guide turistiche. L’Associazione Nazionale Guide Turistiche (ANGT) ha posto il quesito alla Commissione Europea e questa, tramite la Direzione Generale del Mercato Interno (DG IMCO) ha inviato una risposta scritta (28-2-07 0823 MARKT/E/1/MTF/sam D (2007) 2597) in cui ribadisce quanto è scritto nel Considerando n° 31.

E' sbagliato quindi che si applichi alle guide l'art. 10 della Direttiva 2006/123/CE : “L’autorizzazione permette al prestatore di accedere all’attività di servizi o di esercitarla su tutto il territorio nazionale”.

Le “autorizzazioni” (o licenze) per le guide sono state abolite da anni (Decreto Legislativo n° 112 del 31-3-1998, art. 46, comma 3.b). L'art. 3 della Legge 97, al comma 1, applica alle "abilitazioni" una norma che si riferisce alle "autorizzazioni", ma non sono concetti intercambiabili.

Per sua natura e definizione la guida turistica è specializzata nell' illustrazione di un Patrimonio Culturale che è possibile conoscere, quindi limitato, e non va confusa con l'accompagnatore che assiste il gruppo nel corso di un viaggio.

Il C.E.N. (Comitato Europeo di Normalizzazione) distingue le due professioni (Norma Europea EN 13809 del 2003):

La Guida Turistica (Tourist Guide) guida i visitatori nella lingua da loro scelta ed interpreta il patrimonio culturale e naturale di un territorio. Possiede normalmente una qualificazione specifica per un determinato territorio (area-specific qualification). Tale qualificazione è rilasciata e/o riconosciuta dall’Autorità competente del Paese visitato.

L’Accompagnatore Turistico (Tour Manager) conduce e supervisiona lo svolgimento del viaggio per conto del tour operator, assicurando il compimento del programma, e fornisce informazioni pratiche sui luoghi visitati.”

Per la ricchezza di Beni Culturali presenti nel nostro Paese, le leggi italiane avevano stabilito che le abilitazioni all'esercizio della professione di guida presuppongono la conoscenza del patrimonio presente in un ambito territoriale limitato. E' impossibile saper effettuare visite guidate su tutto il territorio italiano, il cui Patrimonio va dalla preistoria all'arte contemporanea e conta non meno di 200.000 monumenti censiti. Non è possibile padroneggiare approfonditamente tutte le conoscenze teoriche e la logistica di tutte le visite.

La guida turistica conosce i beni materiali ed immateriali di un territorio, è il rappresentante di una comunità, di una cultura locale, è il suo ambasciatore, è un mediatore inter-culturale, contribuisce alla valorizzazione del patrimonio culturale e paesaggistico, alla sensibilizzazione per il suo rispetto e conservazione, favorisce la promozione del suo territorio come destinazione turistica e dei suoi prodotti tipici. Tale ruolo è riconosciuto dal C.E.N. (Norma Europea EN 15565 del 2008).

La guida turistica illustra e promuove tutti i siti, anche quelli meno conosciuti del nostro sterminato “Museo Diffuso”. Mentre nei Convegni si auspica un decentramento dei flussi turistici dai siti maggiorente affollati, con la Legge 97 / 2013 art. 3, il patrimonio verrà illustrato da guide specializzate in patrimoni di altri territori. Inevitabilmente effettueranno visite guidate di basso profilo solo nei monumenti maggiormente visitati. Le visite sarebbero generiche e superficiali e priverebbero il visitatore-consumatore di servizi di qualità e del diritto ad una corretta divulgazione del patrimonio culturale italiano. Con questa legge, le guide perdono la loro qualificazione, ma anche le Regioni perdono le loro guide qualificate. Le Regioni non hanno interesse a perdere un importante fattore di promozione del loro territorio.

Per le guide turistiche, l’ambito territoriale determinato non è solo il luogo dove si esercita. L’illustrazione approfondita del patrimonio culturale presente in un determinato ambito territoriale è l’oggetto specifico della professione di guida, della sua formazione e qualificazione professionale. Eliminando l’ambito territoriale, per le guide turistiche si elimina la loro competenza e la loro specializzazione. Non si sta tenendo conto della specificità della professione di guida (contrariamente a quanto afferma il considerando 7 della Direttiva 2006/123/CE).

La stessa Direttiva 2006/123/CE permette deroghe all'esercizio di un'attività su tutto il territorio nazionale per "motivi imperativi di interesse generale" (art. 10, com. 4), “motivi riconosciuti come tali dalla Corte di Giustizia Europea” ed include tra questi la tutela del Patrimonio Culturale (considerando 40 e art. 4 com. 8). La stessa Direttivastabilisce inoltre, all’art . 9, che uno Stato membro può non subordinare l’accesso di un’attività ad un regime di autorizzazione, se sussiste un “motivo imperativo di interesse generale”.

La Sentenza della Corte di Giustizia Europea del 1991(Causa C-180/1989) stabilisce che la corretta illustrazione del Patrimonio Culturale è parte integrante della sua tutela e che “l'interesse generale attinente alla valorizzazione del patrimonio storico e alla migliore divulgazione possibile delle conoscenze sul patrimonio artistico e culturale di un paese può costituire un'esigenza imperativa che giustifica una restrizione della libera prestazione dei servizi” (Massima 4).

Il diritto europeo non impone questa modifica della legge sulle guide turistiche. In Europa, vige il principio di sussidiarietà in materia di Professioni e di Beni Culturali. Non spetta alla Commissione Europea, ma allo Stato Membro, decidere come disciplinare l'accesso e l'esercizio delle professioni.

Il Parlamento Europeo, nella sua Comunicazione del 19-10-07 (in risposta alla Petizione 0086/2007), ha infatti affermato che: “"La professione di guida turistica non è sottoposta a condizioni di formazione armonizzate a livello UE. Ogni Stato membro resta libero di disciplinare questa professione e di stabilire il tipo e il livello di qualifiche necessarie per esercitarla. Pertanto uno Stato membro ha anche la discrezione di decidere se disciplinare l’accesso alla professione e l’esercizio della stessa solo a livello nazionale ovvero delegare le competenze in ambito legislativo ed esecutivo a livello inferiore dell’amministrazione territoriale come ha fatto l’Italia … Non si può ravvisare alcuna violazione del diritto dell’Unione Europea”.

Il concetto è stato ribadito il 15- 4- 13, a nome della Commissione Europea, dal Commissario Barnier, in risposta alla Interrogazione parlamentare E-001658/2013 : “La direttiva (2005/36/CE) in sé non disciplina le professioni, compito lasciato alla discrezionalità degli Stati membri”.

Inoltre il Codice Mondiale di Etica del Turismo dell’Organizzazione Mondiale del Turismo (OMT) adottato nel 1999 sostiene all’art. 5: “Il turismo quale attività vantaggiosa per i paesi e le comunità ospitanti : ... Le politiche turistiche saranno condotte in modo tale da contribuire a migliorare il tenore di vita delle popolazioni delle regioni ospitanti e da soddisfare le loro necessità.”

In base alla Carta del Turismo Culturale dell’ICOMOS (Consiglio Internazionale dei Monumenti e dei Siti) dell’UNESCO, adottato nel 1999: “Le attività del turismo e di protezione del patrimonio devono portare benefici alle comunità locali e procurare loro dei mezzi importanti e le giustificazioni per prendere in carica e mantenere il loro patrimonio e le loro pratiche culturali”.

La libera circolazione delle guide europee è già applicata dall' Italia da decenni fin dalla Direttiva 1992/51/CEE , sostituita poi dalla Direttiva 2005/36/CE. In base a questa vengono applicati :

a) il riconoscimento delle qualifiche professionali per il diritto di stabilimento; viene richiesta un’integrazione della formazione;

b) la prestazione di servizi temporanea e occasionale in altro Stato membro; non viene richiesta alcuna integrazione della formazione.

Negli ultimi anni abbiamo assistito a pressioni enormi da parte della Commissione Europea sul Dipartimento Politiche Europee italiano, per far modificare le modalità di effettuazione della “prestazione temporanea”, ottenendo di eliminare i controlli sull’ effettiva temporaneità, eliminando i limiti territoriali e premendo per far diventare continuativa la prestazione temporanea.

In base all’art. 57 del Trattato dell’UE : “il prestatore può, per l'esecuzione della sua prestazione, esercitare, a titolo temporaneo, la sua attività nello Stato membro ove la prestazione è fornita, alle stesse condizioni imposte da tale Stato ai propri cittadini”.

Invece l’Italia ha modificato la sua legge per adattarsi alle pressioni.

Le lobby dei grandi Tour Operator europei (E.T.O.A.), le multinazionali del turismo stanno imponendo i loro interessi, dettando le regole, in una logica neo-coloniale che lascerà l' Italia priva di una delle sue risorse più importanti. Volutamente confondono i termini che definiscono le due figure delle guide e degli accompagnatori. Con un attivismo di lobbying senza confronto, vogliono dichiaratamente far fare tutte le visite guidate in Italia alle persone che accompagnano i gruppi in provenienza dall’estero, rilasciando loro dei tesserini ingannevoli e illegittimi di “tour guide” (cf. sito web Etoa : http://www.etoa.org/tour-guide-id-card ).

La Commissione Europea (nella Relazione al Consiglio e al Parlamento Europeo) ha scritto: “La Commissione ha potuto constatare che all’origine dei problemi di libera circolazione vi è, il più delle volte, la confusione tra due professioni diverse ma complementari: le guide turistiche e gli accompagnatori. Questo profilo (degli Accompagnatori) non deve essere confuso con quello della Guida. La volontà di certe Associazioni di avere accesso ad una professione diversa rappresenta una questione che, evidentemente, va oltre le garanzie previste dall’attuale ordinamento comunitario in vigore” (Bruxelles, 3-2-2000 COM 2000-17, § 273, 275, 281).

Il precedente Governo aveva deciso (a luglio 2013) che la Legge Europea 2013 andava approvata con procedura d'urgenza, perché le altre materie in essa contenute andavano in procedura di infrazione. Non sono stati quindi ammessi emendamenti. Ma la questione delle guide turistiche non era in fase di procedura di infrazione.

L’Eu Pilot, prima comunicazione interlocutoria, non avrebbe potuto evolversi in procedura di infrazione, se il precedente Ministro delle Politiche Europee Moavero Milanesi avesse risposto alla Commissione Europea che la legge italiana in materia di guide turistiche non viola il diritto europeo, ma non ha risposto.

Vari raggruppamenti politici hanno manifestato opposizione all' articolo 3. Sei Ordini del Giorno (9/1327/ 8- 9- 11- 23- 29- 34) sono stati presentati da Deputati di vari raggruppamenti politici e sono stati approvati dal Ministro delle Politiche Europee Moavero Milanesi. Gli Ordini del Giorno hanno riconosciuto che l'art. 3 si basa sull' erronea applicazione della Direttiva Servizi (2006/123/CE) alla professione di guida turistica, riconoscono il danno che l'art. 3 comporta per la qualificazione delle guide turistiche, per la corretta illustrazione del Patrimonio e dell'identità culturale italiana, per l'occupazione del comparto, per l'erario italiano e impegnano il Governo a un riordino normativo dell'intera disciplina dell'attività di guida turistica.

In particolare l' ODG 9/1327/11 (Morani, Manfredi, Iori, Malpezzi, Cimbro, Moretti, Simoni, Melilli, del PD) : "ricadendo la disciplina delle guide turistiche sotto la diretta applicazione della direttiva sulle professioni e non su quella relativa ai servizi del mercato interno, il presupposto della supposta violazione della normativa interna a quella europea, nell'ambito della suddetta procedura EU Pilot, di cosiddetta pre-infrazione, risulta, dunque, essere erroneo".

Lo stesso ODG impegna il Governo "nelle more di una legge di riordino complessivo in materia e in attesa dell'emanazione dei decreti di attuazione di cui al comma 3 dell'articolo 3 del provvedimento, una esplicita proroga della legislazione vigente in materia, anche al fine di scongiurare possibili confusioni normative che potrebbero arrecare danni a un settore particolarmente rilevante per la valorizzazione del patrimonio artistico e culturale italiano".

L'ODG 9/1327/9 - del Relatore in Commissione XIV Alli impegna il Governo "a rispondere, nell'ambito del sistema Eu Pilot, ai rilievi formulati con la procedura 4277/12/MARK, chiedendo alla Commissione europea di valutare se l'applicazione della normativa da essa prospettata non sia in contrasto con il principio di sussidiarietà;

   ad adoperarsi nelle competenti sedi decisionali dell'UE affinché, attraverso le opportune modifiche alla direttiva sui servizi nel mercato interno e alla direttiva sulle qualifiche professionali, si tenga conto della specificità dell'attività delle guide turistiche, anche rispetto a quella dell'accompagnatore e, in coerenza con il principio di sussidiarietà, siano fatti salvi i tratti essenziali delle medesime professioni propri di ciascun ordinamento nazionale".

L’ODG 9/1327/8 - Iacono, Mosca, Gozi, Amoddio, Zappulla, Battaglia, Berlinghieri, Bonomo, Casellato, Crimì, Culotta, Farina Gianni, Giachetti, Giulietti, Giuseppe Guerini, Manfredi, Moscatt, Pastorino, Ventricelli, Schirò, Planeta :

“la professione di guida turistica è regolamentata, fin dal 1992, dalle direttive europee riguardanti la formazione e le qualifiche professionali, sia per quanto riguarda il riconoscimento dei titoli acquisiti in altro Stato membro, sia per quanto attiene la libera prestazione di servizi, temporanea e occasionale di professionisti provenienti da altro Stato membro – disciplina che trova la sua diretta applicazione nella Direttiva 2005/36/CE, sul «Riconoscimento delle qualifiche professionali», recepita nell'ordinamento italiano con decreto legislativo 9 novembre 2007, n. 206;

    come specificano il Considerando 31 e la deroga di cui all'articolo 3 della Direttiva 2006/123/CE, relativa ai servizi del mercato interno, non si applicano alle professioni le disposizioni della medesima direttiva, restando, quindi, impregiudicate le disposizioni della Direttiva 2005/36/CE, sia riguardo all'esercizio della professione che alla libera prestazione di servizi transfrontalieri a titolo temporaneo in altro Stato membro;

    in base a quanto stabilito dall'articolo 57 del TFUE (Trattato sul Funzionamento dell'Unione europea) e dall'articolo 5.3 della Direttiva 2005/36/CE, il prestatore proveniente da altro Stato membro deve adeguarsi per l'esecuzione della sua prestazione professionale alle stesse condizioni e alle norme professionali imposte dal paese ospitante ai propri cittadini (secondo il principio della parità di trattamento);

    nel diritto europeo, considerato nelle sue fonti primarie dei Trattati, vige il principio di sussidiarietà in materia di professioni e di beni culturali …”

Deputati Europei di diverso orientamento, l’ On. Sergio Cofferati (PD) e l’On Roberta Angelilli (UCD), precedente Vice-Presidente del Parlamento Europeo (insieme ad altri Deputati di diversi raggruppamenti), in varie occasioni oralmente e per iscritto, hanno confermato l’errata applicazione alle guide turistiche della Direttiva Servizi (2006/123/CE) al posto della Direttiva Professioni (2005/36/CE).

Il precedente Ministro Moavero Milanesi (il 1-8-13) aveva “assicurato che gli ODG accolti dal Governo verranno tenuti in considerazione al momento della stesura della prossima Legge Europea”.

Il 9-10-13 sono state approvate dal Parlamento Europeo modifiche della Direttiva Europea 2005/36/CE. Entro due anni deve essere approvato il Decreto di recepimento italiano. I comma 1 e 2 (dell’art. 3 della Legge 97 / 2013) vanno oltre il diritto europeo e oltre le modifiche portate alla Direttiva Qualifiche Professionali con la nuova Direttiva 2013/55/UE.

Il comma 3 si ispira alla (già citata) Sentenza della Corte di Giustizia Europea del 26-2-1991 e al DPR del 13-12-1995. LaSentenza stabilisce che: "i musei e monumenti storici richiedono l'intervento di una guida specializzata".

La Sentenza Europea del 1991 è stata recepita dal Decreto del Presidente della Repubblica del 13-12-1995 (Atto di indirizzo e coordinamento in materia di guide turistiche) che stabilisce, all' art.2 : "Le Regioni individuano … ai fini di una migliore fruizione del valore culturale del patrimonio storico e artistico nazionale, i siti che possono essere illustrati ai visitatori solo da guide specializzate … che abbiano conseguito specifica abilitazione in relazione ai siti oggetto di visita turistica”.

Il DPR del 1995 considera che le “guide specializzate” (di cui parla la Sentenza del 1991) sono le guide “abilitate” e ciò non è stato contestato dall’ UE.

In base a tale DPR, nel 1996, i siti che possono essere illustrati ai visitatori solo da guide abilitate sono stati definiti dalle Regioni mediante Delibere Regionali.

Il comma 3 riconosce la competenza delle Regioni (la Conferenza Unificata) per l’individuazione di tali siti.

Il 17-4-14 la Commissione X della Camera dei Deputati (Attività Produttive, Commercio e Turismo) approvava all’unanimità la Risoluzione 8-00052 “Revisione organica della disciplina relativa all’esercizio della professione di guida turistica” che impegnava il Governo:

“a intervenire, nelle opportune sedi comunitarie, per tutelare la professionalità della figura di guida turistica sia facendo rispettare il principio di sussidiarietà, in base al quale devono restare inalterate le caratteristiche essenziali della professione richieste dalle leggi nazionali, sia attivandosi per ottenere la corretta applicazione delle disposizioni previste dalla direttiva «professioni» al posto di quelle legate alla direttiva «servizi»;

a procedere a una revisione organica e complessiva della disciplina relativa all’esercizio della professione di guida turistica, in linea con la tipologia e le caratteristiche della professione e che tuteli la diffusione e la conoscenza del nostro patrimonio culturale, interesse generale dello Stato riconosciuto dalla Corte di Giustizia europea e altri interessi riconosciuti dalla stessa quali la tutela dei destinatari di servizi, la tutela dei lavoratori, la prevenzione della concorrenza sleale, la tutela dei valori sociali e culturali;

ad assumere iniziative normative immediate per sospendere, in attesa di una nuova disciplina normativa della materia, l’efficacia dell’articolo 3 della legge europea n. 97 del 2013, permettendo l’applicazione della previgente legislazione statale e regionale”.

Di seguito la nostra proposta di modifica della Legge 97 / 2013 art 3: 

L'articolo 3 della legge 6 agosto 2013, n. 97 recante disposizioni per l'adempimento degli obblighi derivanti dall'appartenenza dell'Italia all'Unione europea – Legge europea 2013 è sostituito dal seguente:

(Modifiche alla legge 6 agosto 2013, n. 97 , art. 3, in materia di disciplina delle guide turistiche).

1. I cittadini dell'Unione Europea abilitati allo svolgimento dell’attività di guida turistica nell’ambito dell’ordinamento giuridico di un altro Stato membro esercitano la professione di guida turistica, per quanto riguarda : a) il diritto di stabilimento e b) la prestazione temporanea e occasionale, nel pieno rispetto di quanto previsto dalla Direttiva Europea Qualifiche Professionali 2005/36/CE, del relativo Decreto Legislativo n° 206 del 9-11-2007, delle successive modifiche (2013/55/UE quando l'Italia avrà approvato il relativo Decreto di recepimento) e dell'art. 57 del Trattato dell'Unione Europea (TFUE).

(Tale comma è proposto in sostituzione del comma 2 dell’art.3 della Lg 97 / 2013, che è formulato in maniera sbagliata e dannosa per l’Italia).

2. Nelle more di una revisione organica e complessiva della disciplina relativa all’esercizio della professione di guida turistica, sentita la Conferenza Unificata e le Associazioni di categoria maggiormente rappresentative a livello nazionale, in linea con la tipologia e le caratteristiche della professione e che tuteli la diffusione e la conoscenza del patrimonio culturale nazionale, interesse generale dello Stato riconosciuto dalla Corte di Giustizia Europea e altri interessi riconosciuti dalla stessa quali la tutela dei destinatari di servizi, la tutela dei lavoratori, la prevenzione della concorrenza sleale, la tutela dei valori sociali e culturali, è sospeso l’articolo 3 della legge 6 agosto 2013, n. 97, e gli atti legislativi, giuridici ed amministrativi da esso discendenti, restando invece applicabile la previgente legislazione statale e regionale.

Il Ministro del MiBACT Franceschini aveva proposto di inserire in tale Decreto un articolo che prevedeva la sospensione dell’art. 3, in attesa di una legge di riordino della professione di guida, come prevedeva la risoluzione della Commissione X della Camera sopra citata, oltre che i numerosi OdG. Ma il Dipartimento Politiche Europee ha impedito l’approvazione di tale articolo, sostenendo che si sarebbe riavviata una procedura di infrazione.

Le guide turistiche abilitate protestano per il fatto che il Governo non abbia mantenuto le risoluzioni. Il diritto europeo non imponeva la modifica di legge sulle guide turistiche.