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23 | 10 | 2014
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LE  GUIDE  TURISTICHE  ABILITATE  D' ITALIA

SONO  CONTRARIE  ALL' ISTITUZIONE  DELLA  GUIDA  TURISTICA  NAZIONALE

 Nel Decreto Cultura e Turismo (n° 83 / 2014) convertito in legge (n° 106 / 2014), recante “Disposizioni urgenti per la tutela del patrimonio culturale, lo sviluppo della cultura e o rilancio del turismo”, è stato approvato un articolo sulle guide turistiche (art. 11, com. 4).

Tale art. 11 comma 3 modifica il comma 3 della Legge 97 / 2013 art. 3 che diceva :
"Con Decreto del Ministro per i Beni e le Attività Culturali, sentita la Conferenza unificata, da adottarsi entro novanta giorni dall'entrata in vigore della presente legge, sono individuati i siti di particolare interesse storico, artistico o archeologico per i quali occorre una specifica abilitazione".
(La Conferenza Unificata significa le Regioni).

La modifica appena approvata dilaziona il termine per approvare il Decreto sui siti al 31 ottobre e contestualmente il Decreto dovrà deliberare i "requisiti per ottenere l'abilitazione".

La modifica (contenuta nell’ art. 11, comma 4) del Decreto Cultura afferma : “All'articolo 3, comma 3, della legge 6 agosto 2013, n. 97, le parole: «novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge» sono sostituite dalle seguenti: «il 31 ottobre 2014», e sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «nonché, previa intesa in sede di Conferenza Unificata, i requisiti necessari ad ottenere tale abilitazione e la disciplina del procedimento di rilascio”.

La Commissione X della Camera, competente per turismo, aveva approvato all'unanimità una Risoluzione (8-00052 del 17- 4- 14) che impegnava il Governo a sospendere l'art. 3 e, nelle sedi europee, a tutelare la professionalità delle guide turistiche.
Dal Dipartimento Politiche Europee è arrivato il veto a modificare l'art. 3, perché il Governo non intende affrontare discussioni con l'Unione Europea. Il Governo ha quindi fatto marcia indietro rispetto alle risoluzioni prese.


Numerosissime sono state le prese di posizione da parte dei partiti in Parlamento.
Sono stati presentati Emendamenti e Ordini del Giorno.

Li potete leggere nella sotto-sezione "Documenti e Dichiarazioni".


SIT- IN DELLE GUIDE TURISTICHE  ABILITATE IL 6 MARZO DI FRONTE AL MINISTERO DEI BENI CULTURALI E TURISMO IN PROTESTA  NEI  CONFRONTI  DELLA  Legge 97 / 2013 art. 3 :

 "No alla guida nazionale", protestano i Ciceroni di Roma

                                                                                                                                  

Le guide turistiche alla Manifestazione di Rete Imprese Italia a Roma il 18-2-14 :

 

COMUNICATO  3- 3- 14 

LE GUIDE TURISTICHE  SCENDONO IN PIAZZA  CONTRO LA LEGGE EUROPEA

GIOVEDI’  6  MARZO  SIT-IN DAVANTI AL MINISTERO DEI BENI CULTURALI

Il sit-in di protesta si svolgerà giovedì 6 marzo dalle ore 14 alle ore 17 di fronte al Ministero dei Beni Culturali e del Turismo in via del Collegio Romano.

Le guide turistiche abilitate in Italia scendono in piazza e protestano con tutte le energie per l'approvazione della Legge Europea 2013 (n° 97/2013  art. 3) che istituisce la guida nazionale e che permette a guide provenienti dagli altri 27 Paesi Europei, prive di qualificazione specifica accertata relativa al nostro patrimonio culturale, di effettuare visite guidate in tutta Italia. Si va incontro ad un’inaccettabile perdita di occupazione per migliaia di guide specializzate abilitate in Italia, si depaupera la nostra economia e si produce una riduzione di entrate fiscali e previdenziali.

Con l’articolo di legge approvato, si mortifica il diritto del nostro Paese alla corretta illustrazione della propria identità culturale ed alla conoscenza dei propri beni storici, artistici e culturali.

Il patrimonio culturale del nostro Paese è uno dei più vasti e più complessi del mondo. E’ impossibile essere dotati di conoscenze talmente enciclopediche da essere in grado di effettuare visite guidate su tutto il territorio nazionale.

Una comunicazione da parte della Commissione Europea (chiamata Eu Pilot) precedente l’avvio di una procedura di infrazione ha applicato erroneamente alle guide turistiche la Direttiva Europea sui Servizi  (2006/123/CE, la ex Bolkestein) che non si applica alle professioni.

La stessa Direttiva permette deroghe all'esercizio di un'attività su tutto il territorio nazionale per "motivi imperativi di interesse generale" ed include tra questi la tutela del Patrimonio Culturale, di cui la corretta illustrazione è parte integrante, come riconosciuto dalla Corte di Giustizia Europea.

La libera circolazione delle guide europee è già applicata in Italia fin dal 1992.  Tra le guide abilitate in Italia ci sono numerosi cittadini europei ed extra-europei. Il diritto europeo non impone questa modifica della legge sulle guide turistiche.

L'Italia non distrugga per il presente e per il futuro le opportunità di lavoro per giovani e meno giovani nel campo dell'illustrazione del Patrimonio Culturale e rivendichi in Europa la "specificità culturale italiana".

 Le guide turistiche abilitate chiedono al Governo un intervento urgente affinché si modifichi l’articolo di legge approvato, per riparare al gravissimo danno procurato ad un comparto che dovrebbe essere tenuto in grande considerazione dall’Italia. Ma soprattutto perché si approvi in tempi brevi una legge organica sulla professione di guida che fornisca alle Regioni criteri uniformi per l’esercizio della professione, riconosca la specifica qualificazione delle guide turistiche e non vada oltre ciò che richiede il diritto europeo.

           

                                          

(Comunicato Federagit - Confesercenti  29-1-14)

Le organizzazioni rappresentative delle guide turistiche abilitate in Italia in maniera unitaria protestano vivamente per l'approvazione da parte del Parlamento dell’art. 3 della Legge 97 /1913. Per permettere a guide europee, prive di qualificazione specifica, di effettuare visite guidate su tutto il territorio italiano, si dequalifica drammaticamente la professione di guida turistica e l'illustrazione dei Beni Culturali nel nostro paese. Inoltre si va incontro ad una inaccettabile perdita di occupazione, di PIL per l’economia nazionale, ad una riduzione di entrate fiscali e previdenziali.

Testo dell'articolo approvato: LEGGE n. 97 del 6- 8- 13 : Disposizioni per l'adempimento degli obblighi derivanti dall'appartenenza dell'Italia all'Unione europea - Legge Europea 2013.

Art. 3 : Disposizioni relative alla libera prestazione e all’esercizio stabile dell’attività di guida turistica da parte di cittadini dell’Unione europea - Caso Eu Pilot 4277/12/Mark.
1. L’abilitazione alla professione di guida turistica è valida su tutto il territorio nazionale. Ai fini dell’esercizio stabile in Italia dell’attività di guida turistica, il riconoscimento ai sensi del decreto legislativo 9 novembre 2007, n. 206, della qualifica professionale conseguita da un cittadino dell’Unione europea in un altro Stato membro ha efficacia su tutto il territorio nazionale.
2. Fermo restando quanto previsto dal decreto legislativo 9 novembre 2007, n. 206, i cittadini dell’Unione europea abilitati allo svolgimento dell’attività di guida turistica nell’ambito dell’ordinamento giuridico di un altro Stato membro operano in regime di libera prestazione dei servizi senza necessità di alcuna autorizzazione né abilitazione, sia essa generale o specifica.
3. Con decreto del Ministro per i beni e le attività culturali, sentita la Conferenza unificata, da adottarsi entro novanta giorni dall'entrata in vigore della presente legge, sono individuati i siti di particolare interesse storico, artistico o archeologico per i quali occorre una specifica abilitazione.

Tale articolo di legge si basa su un Caso “Eu Pilot”, ossia su una comunicazione precedente all'avvio di una procedura di infrazione, non su una procedura di infrazione e il Governo avrebbe dovuto rispondere alla Commissione Europea. Il Caso EU Pilot in questione (4277/12/ MARK) sta indebitamente applicando alle guide turistiche la Direttiva Servizi 2006/123/CE (ex Bolkenstein), mentre è stato accertato che le professioni e quindi le guide turistiche ricadono sotto la Direttiva 2005/36/CE sulle qualifiche professionali.

La stessa Direttiva 2006/123/CE stabilisce che, per le professioni, la Direttiva 2005/36/CE è prevalente (art. 3 comma 1). Nel Considerando n° 31 della Direttiva 2006/123/CE è chiaramente affermato che la Direttiva 2006/123/CE riguarda questioni diverse da quelle relative alle qualifiche professionali (assicurazione, attività multidisciplinari, semplificazione amministrativa) e, per quanto concerne la libera prestazione di servizi, quanto stabilito nella Direttiva 2005/36/CE resta impregiudicato.
E' sbagliato quindi che si applichi alle guide l'art. 10 della 2006/123/CE : “L’autorizzazione permette al prestatore di accedere all’attività di servizi o di esercitarla su tutto il territorio nazionale”.
Le “autorizzazioni” (o licenze) per le guide sono state abolite da anni (Decreto Legislativo n° 112 del 31-3-1998, art. 46, comma 3.b). L'art. 3 della Legge 97, al comma 1, applica alle "abilitazioni", una norma che si riferisce alle "autorizzazioni", ma non sono concetti assimilabili.

Per sua natura e definizione la guida turistica è specializzata nell' illustrazione di un Patrimonio Culturale limitato e non va confusa con l'accompagnatore che assiste il gruppo nel corso di un viaggio.
Il C.E.N. (Comitato Europeo di Normalizzazione) distingue le due professioni (Norma Europea EN 13809 del 2003):
La Guida Turistica guida i visitatori nella lingua da loro scelta ed interpreta il patrimonio culturale e naturale di un territorio. Possiede normalmente una qualificazione specifica per un determinato territorio (area-specific qualification). Tale qualificazione è rilasciata e/o riconosciuta dall’Autorità competente del Paese visitato.
L’Accompagnatore Turistico conduce e supervisiona lo svolgimento del viaggio per conto del tour operator, assicurando il compimento del programma, e fornisce informazioni pratiche sui luoghi visitati.”

Per la ricchezza di Beni Culturali presenti nel nostro Paese, le leggi italiane avevano stabilito che le abilitazioni all'esercizio della professione di guida presuppongono la conoscenza del patrimonio presente in un ambito territoriale limitato. E' impossibile saper effettuare visite guidate su tutto il territorio italiano, il cui Patrimonio va dalla preistoria all'arte contemporanea e conta non meno di 200.000 Beni Culturali censiti. Non è possibile padroneggiare approfonditamente tutte le conoscenze teoriche e la logistica di tutte le visite.
La guida turistica conosce i beni materiali ed immateriali di un territorio, è il rappresentante di una comunità, di una cultura locale, è il suo ambasciatore, è un mediatore inter-culturale, contribuisce alla valorizzazione del patrimonio culturale e paesaggistico, alla sensibilizzazione per il suo rispetto e conservazione, favorisce la promozione del suo territorio come destinazione turistica e dei suoi prodotti tipici. Tale ruolo è riconosciuto dal C.E.N. (Norma Europea EN 15565 del 2008).
La guida turistica illustra e promuove tutti i siti, anche quelli meno conosciuti del nostro sterminato “Museo Diffuso”. Mentre nei Convegni si auspica un decentramento dei flussi turistici dai siti maggiorente affollati, con la Legge 97 / 2013 art. 3, il patrimonio verrebbe illustrato da guide specializzate in patrimoni di altri territori. Inevitabilmente effettuerebbero visite guidate di basso profilo solo nei monumenti maggiormente visitati. Le visite sarebbero generiche e superficiali e priverebbero il visitatore-consumatore di servizi di qualità e del diritto ad una corretta divulgazione del patrimonio culturale italiano. Con questa legge, le guide perdono la loro qualificazione, ma anche le Regioni perdono le loro guide qualificate. Le Regioni non hanno interesse a perdere un importante fattore di promozione del loro territorio.


Per le guide turistiche, l’ambito territoriale determinato non è solo il luogo dove si esercita.
L’illustrazione approfondita del patrimonio culturale presente in un determinato ambito territoriale è l’oggetto specifico della professione di guida, della sua formazione e qualificazione professionale. Eliminando l’ambito territoriale, per le guide turistiche si elimina la sua competenza e la sua specializzazione.

La libera circolazione delle guide europee è già applicata da anni dall' Italia
fin dalla Direttiva 1992/51/CEE , sostituita poi dalla Direttiva 2005/36/CE. Il diritto europeo non impone questa modifica della legge sulle guide turistiche. In Europa, vige il principio di sussidiarietà in materia di professioni e di Beni Culturali. Non spetta alla Commissione Europea, ma allo Stato Membro, decidere come disciplinare l'accesso e l'esercizio della professione (concetto ribadito dal Commissario Barnier il 15- 4- 13, a nome della Commissione Europea, in risposta alla Interrogazione parlamentare E-001658/2013).

Le lobby dei grandi Tour Operator europei, le multinazionali del turismo stanno imponendo i loro interessi, dettando le regole, in una logica neo-coloniale che lascerà l' Italia priva di una delle sue risorse più importanti. Verranno inoltre a mancare allo Stato Italiano importanti fonti di gettito fiscale e previdenziale.

Il Governo ha deciso (luglio 2013) che la Legge Europea 2013 andava approvata con procedura d'urgenza, perché le altre materie in essa contenute andavano in procedura di infrazione. Non sono stati quindi ammessi emendamenti. Ma la questione delle guide turistiche non era in fase di procedura di infrazione.

Vari raggruppamenti politici hanno manifestato opposizione all' articolo 3. Sei Ordini del Giorno (9/1327/ 8- 9- 11- 23- 29- 34) sono stati presentati da Deputati di vari raggruppamenti politici e sono stati approvati dal Ministro delle Politiche Europee Moavero Milanesi. Gli Ordini del Giorno hanno riconosciuto che l'art. 3 si basa sull' erronea applicazione della Direttiva Servizi (2006/123/CE) alla professione di guida turistica, riconoscono il danno che l'art. 3 comporta per la qualificazione delle guide turistiche, per la corretta illustrazione del Patrimonio e dell'identità culturale italiana, per l'occupazione del comparto, per l'erario italiano e impegnano il Governo a un riordino normativo dell'intera disciplina dell'attività di guida turistica.

In particolare l' ODG 9/1327/11 (Morani, Manfredi, Iori, Malpezzi, Cimbro, Moretti, Simoni, Melilli, del PD) : "ricadendo la disciplina delle guide turistiche sotto la diretta applicazione della direttiva sulle professioni e non su quella relativa ai servizi del mercato interno, il presupposto della supposta violazione della normativa interna a quella europea, nell'ambito della suddetta procedura EU Pilot, di cosiddetta pre-infrazione, risulta, dunque, essere erroneo".

Lo stesso ODG impegna il Governo "nelle more di una legge di riordino complessivo in materia e in attesa dell'emanazione dei decreti di attuazione di cui al comma 3 dell'articolo 3 del provvedimento, una esplicita proroga della legislazione vigente in materia, anche al fine di scongiurare possibili confusioni normative che potrebbero arrecare danni a un settore particolarmente rilevante per la valorizzazione del patrimonio artistico e culturale italiano".
 
L'ODG 9/1327/9 - del Relatore in Commissione XIV Alli impegna il Governo "a rispondere, nell'ambito del sistema Eu Pilot, ai rilievi formulati con la procedura 4277/12/MARK, chiedendo alla Commissione europea di valutare se l'applicazione della normativa da essa prospettata non sia in contrasto con il principio di sussidiarietà;
ad adoperarsi nelle competenti sedi decisionali dell'UE affinché, attraverso le opportune modifiche alla direttiva sui servizi nel mercato interno e alla direttiva sulle qualifiche professionali, si tenga conto della specificità dell'attività delle guide turistiche, anche rispetto a quella dell'accompagnatore e, in coerenza con il principio di sussidiarietà, siano fatti salvi i tratti essenziali delle medesime professioni propri di ciascun ordinamento nazionale".


Il 9-10-13 sono state approvate dal Parlamento Europeo modifiche della Direttiva Europea 2005/36/CE. Entro due anni deve essere approvato il Decreto di recepimento italiano. I comma 1 e 2 (dell’art. 3 della Legge 97 / 2013) vanno oltre il diritto europeo e oltre le modifiche portate alla Direttiva Qualifiche Professionali con la nuova Direttiva 2013/55/UE.

Con il riordino della normativa sulla professione di guida, il comma 1 deve essere modificato in base alla nuova Direttiva Qualifiche Professionali 2013/55/UE.

Il comma 2
è formulato in maniera sbagliata e dannosa per l’Italia e andrebbe riformulato in questi termini: “I cittadini dell’Unione europea abilitati allo svolgimento dell’attività di guida turistica nell’ambito dell’ordinamento giuridico di un altro Stato membro operano in regime di libera prestazione dei servizi in base alla Direttiva 2005/36/CE, al relativo Decreto Legislativo 9 novembre 2007, n. 206, alle successive modifiche ed in base all’art. 57 del Trattato CEE (TFUE).

Il comma 3 si ispira alla Sentenza della Corte di Giustizia Europea
del 26-2-1991 e al DPR del 13-12-1995. Tale Sentenza (Causa C-180/1989) ha stabilito che la corretta illustrazione del Patrimonio Culturale è parte integrante della sua tutela. "L'interesse generale attinente alla valorizzazione del patrimonio storico e alla migliore divulgazione possibile delle conoscenze sul patrimonio artistico e culturale di un Paese può costituire un'esigenza imperativa che giustifica una restrizione della libera prestazione dei servizi". La Sentenza stabilisce che: "i musei e monumenti storici richiedono l'intervento di una guida specializzata".

La stessa Direttiva 2006/123/CE permette deroghe all'esercizio di un'attività su tutto il territorio nazionale per "motivi imperativi di interesse generale" ed include tra questi la tutela del Patrimonio Culturale.

Tale Sentenza Europea del 1991 è stata recepita dal Decreto del Presidente della Repubblica del 13-12-1995 (Atto di indirizzo e coordinamento in materia di guide turistiche) che stabilisce, all' art.2 : "Le Regioni individuano … ai fini di una migliore fruizione del valore culturale del patrimonio storico e artistico nazionale, i siti che possono essere illustrati ai visitatori solo da guide specializzate … che abbiano conseguito specifica abilitazione in relazione ai siti oggetto di visita turistica”.
Il DPR del 1995 interpretava “guide specializzate” con “guide abilitate” in base alle leggi vigenti e ciò non è stato contestato dall’ UE.

In base a tale DPR, nel 1996, i siti che possono essere illustrati ai visitatori solo da guide abilitate sono stati definiti dalle Regioni mediante Delibere Regionali. Tali elenchi vanno ora aggiornati.
Il comma 3 riconosce la competenza delle Regioni (la Conferenza Unificata) per l’individuazione di tali siti.

Per quanto riguarda le possibili interpretazioni, nel momento in cui dall’ Unione Europea arriva la richiesta di ampliare i limiti territoriali delle abilitazioni, sarebbe contraddittorio ed estremamente riduttivo interpretare “specifica abilitazione” come abilitazione di sito.
Sarebbe riduttivo interpretare i “monumenti storici” di cui parla la Sentenza Europea del 1991 come quelli per i quali si paga un biglietto d’ingresso, interpretazione non contenuta nella Sentenza stessa.
Il comma 3 sui “siti per i quali occorre una specifica abilitazione” si applica anche alle guide europee in prestazione temporanea ed implica che l’estensione dell’abilitazione ad altri territori vada mantenuta e sottoposta a verifica.

Con l'approvazione di questo articolo di legge, la confusione sulle norme da applicare è enorme.
Una guida che ha conseguito l'abilitazione in una Provincia e conosce il Patrimonio di quel territorio, adesso potrà esercitare su tutto il territorio nazionale, senza un'integrazione della formazione? E' stato decretato che per illustrare il Patrimonio Culturale non occorre una qualificazione professionale ? Oppure è necessario estendere l'abilitazione ad altri territori mediante esami che accertino l'ampliamento delle competenze conseguite ? I prossimi esami di abilitazione dovranno accertare la competenza del candidato ad effettuare visite guidate di tutto il Patrimonio italiano ? Ci saranno candidati in grado di dimostrare simili conoscenze teoriche e pratiche dei luoghi? Ci saranno professori in grado di accertare simili competenze? O gli esami accerteranno inevitabilmente conoscenze non specialistiche equivalenti a quelle degli accompagnatori ?

Che validità hanno le attuali 20.000 abilitazioni di guida provinciali o regionali, le Leggi Regionali in vigore, quali sono i titoli di studio di accesso alla professione, quale deve essere la formazione necessaria per esercitare la professione di guida, quale tipo di esami di abilitazione occorre superare, ecc. ? Le varie Polizie che effettuano i controlli sull'abusivismo che norme devono applicare ? I Dipartimenti Turismo delle Province e Regioni come si devono regolare ?


Di fronte a varie interpretazioni possibili, a seguito della recente giurisprudenza della Corte Costituzionale, per le professioni, pur trattandosi di materia concorrente, il Governo deve dare le linee guida.


L'Italia non distrugga per il presente e per il futuro le opportunità di lavoro per i giovani e meno giovani nel campo dell'illustrazione del Patrimonio Culturale e rivendichi in Europa la "specificità culturale italiana".

Le guide turistiche abilitate in Italia chiedono al Governo e al Parlamento:
- che si mantengano gli impegni presi approvando gli Ordini del Giorno;
- che si approvi in tempi brevi una nuova legge complessiva ed organica sulla professione di guida che riconosca la specifica qualificazione delle guide turistiche, al fine di salvaguardare una corretta illustrazione e valorizzazione del patrimonio culturale italiano, e non vada oltre ciò che richiede il diritto europeo;
- che si approvi con la massima urgenza una norma transitoria che stabilisca una proroga delle legislazioni attualmente in vigore, fino all'approvazione della legge sulla professione di guida;
- che il Governo risponda con la massima urgenza alla Commissione Europea che quanto affermato nell’ EU Pilot (4277/12/ MARK) si basa su presupposti errati.

Alle Regioni chiediamo di prendere posizione contro un articolo di legge profondamente sbagliato.  
Data la complessità della materia, chiediamo che le Associazioni di categoria maggiormente rappresentative vengano ricevute in audizione dal Coordinamento delle Regioni, prima di prendere decisioni che riguardano la loro professione.